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martedì 21 novembre 2017

La leggenda del falso pensiero positivo

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"La Leggenda del Falso Pensiero Positivo" di Federico Bellini

"La Leggenda del Falso Pensiero Positivo" di Federico Bellini

Un aspetto tipico di tanta spiritualità moderna è questo: "penso positivo, non accendo la TV, mi interesso solo di cose belle, e se non ascolto tutte quelle notizie lugubri o mi faccio influenzare da certa informazione, le energie negative non mi intaccheranno." All'apparenza il concetto potrebbe anche essere sensato, ma in sostanza è come comportarsi alla stregua di uno struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere il pericolo. In realtà il mondo, tangibile, fittiziamente concreto, continuerà ad esistere anche se noi ce ne disinteressiamo, e continuerà a sfornare i suoi problemi anche senza un nostro contatto diretto. Ma il suo modo subdolo di intaccare la positività di queste persone avverrà comunque, perché è inevitabile. La forza di un singolo può molto, ma quello di cui è capace una massa lo è altrettanto, e se le forze in gioco non sono in grado di equilibrarsi, una delle due ne verrà prima o poi travolta. Dimenticare per convenienza o comodità non significa vivere in un mondo positivo fittizio e relativistico, e fino a quando non sapremo accettare nell'insieme, nella sua totalità, quanto di bello o di brutto l'umanità, il mondo e l'Universo, sanno offrirci ogni giorno, non faremo altro che perpetuare un'illusione di cui certe energie negative si nutrono, perché è proprio lì che vogliono condurvi, nell'immobilità. Nascondere lo sporco sotto il tappeto non significa averlo cancellato, perché quando a distanza di tempo verrà alzato da quella stessa persona, o da un'altra, si manifesterà esattamente uguale come all'inizio di quel gesto e prima o poi dovrà essere tolto e pulito; è solo un rimandare, non un risolvere.

<<Tanti "maestri", o presunti tali, si isolano in cima alle montagne dove trovano la pace e la quiete, ma non appena scendono a valle non riescono a districarsi nel caos di una città. Il "vero" maestro è colui che è in pace con sé stesso, sia in cima alla montagna che in mezzo al mercato più chiassoso.>>

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